Marco Ferrara

Tubercolosi in acquario

Tubercolosi in acquario è un titolo che raggruppa una importante malattia che colpisce i pesci di acqua dolce e non solo,si manifesta con numerosi sintomi che spesso possono essere confusi con altre patologie anche di grave entita’ ,con questa guida cercheremo di fare un po’ di chiarezza in modo semplice e intuitivo.

La tubercolosi in acquario è dovuto a microbatteri chiamati Mycobacterium piscium e Mycobacterium marinum, che risultano essere acido-resistenti e che appartengono allo stesso genere dell’agente eziologico della tubercolosi umana.Questi microbatteri sono sempre presenti in tutti gli acquari in forma latente sopratutto in quelli scarsamente gestiti con presenza di molta melma , foglie morte e zone carenti di ossigeno , prende il sopravvento su soggetti debilitati e in carenza vitaminica.

L’azione dei microbatteri responsabili avviene in genere attaccando gli organi interni prevalentemente il fegato e la milza dove per via della propria azione crea dei veri e propri granulomi che tendono a sostituirsi al tessuto dell’organo inoltre si possono creare delle vere e proprie ulcere sanguinolente che si protraggono verso l’esterno.Si intende facilmente che la comparsa di macchie rossastre , linfocisti e ulcere aperte è il presagire di uno stadio molto avanzato della malattia che è molto difficile da intuire allo stadio iniziale.

Spesso l’evoluzione di questa malattia è lenta e dipende sopratutto dal soggetto che ne è affetto,i sintomi che si rilevano nella maggior parte dei casi sono:

  • Ulcere a volte anche aperte ,prevalentemente nella zona intestinale
  • Zone arrossate o desquamate con forma circolare irregolare
  • Crateri che interessano lo stato epidermite
  • Inappetenza con ventre incavato
  • Isolamento e incertezza nei movimenti
  • occhio sporgente con chiazze rosse
  • deformazione della colonna vertebrale e sfilacciamento pinne

la certezza che si tratti di tbc puo’ essere solo riscontrata con un attento esame in laboratorio e sopratutto analizzando al microscopio gli organi interni che si presenteranno con forma granulometrica e pieni di linfocisti sanguinanti.

I microbatteri resposnsabili della tbc sono molto resistenti sia alle basse temperature che alle alte e non subiscono variazioni del proprio metabolismo alle variazioni della temperatura,sono presenti (come gia’ detto in precedenza)in forma latente in tutte le vasche e per evitare una loro riproduzione si deve effettuare un azione preventiva cioe’ cercare di mantenere la vasca abbastanza pulita evitando zone anossiche e sopratutto assenti di materiale organico depositato ,melma folgie morte,pesci morti ecc ecc .

Sono molto resistenti agli antibiotici tanto è vero che le prove con diversi sono state del tutto inutili quindi non vi è cura ,la cosa piu’ grave di questa malattia è che questi batteri POSSONO CONTAGIARE ANCHE L’UOMO  provocando delle lesioni cutanee di piccola entita’ con presenza di granulomi ma che richiedono per la guarigione diversi mesi , per evitare questi spiacevoli inconvenienti si consiglia nella manutenzione normale delle vasche l’utilizzo di guanti lunghi evitando il più possibile il contatto con acqua (in presenza di soggetti affetti da sospetta tbc) sopratutto se si hanno delle ferite alle mani o alle braccia,inoltre assolutamente da evitare (ma in tutti i casi) l’ingestione involontaria dell’acqua cosa che puo’ accadere durante i cambi periodici.

E’ importante eliminare i pesci infetti vista l’assenza di cure e garantire condizioni di permanenza idonee agli altri abitanti della vasca,qualora si voglia disinfettare la vasca perche’ si sono avuti molti decessi o per l’idea di voler igienizzare il tutto si puo’ utilizzare il perossido di ossigeno o permanganato di potassio che peraltro possono essere utilizzati per disinfettare anche tutti gli strumenti utilizzati in vasca.

Nel caso in cui si accerti la presenza del batterio Mycrobacterium responsabile della tbc e che il decesso è dovuto ad esso (ripeto ancora una volta solo e soltanto tramite esame al microscopio in adeguati laboratori) prima di eliminare l’acqua buttandola nelle fogne cittadine o magari smaltendo il materiale di cui è allestita la vasca si consiglia di informare le ASL di competenza del proprio territorio per poter regolamentare lo smaltimento secondo le norme vigenti evitando spiacevoli conseguenze per se per gli ambienti e tutta la popolazione PERTANTO Non si ritiene responsabile la direzione di acquariofili.com di eventuali comportamenti non in linea su quanto consigliato.

 

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Guida redatta da Ferrara Marco
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Marco Ferrara

Dal lontano 1978 coltivo la passione per l’acquariofilia e dal 2005 insieme a degli amici abbiamo deciso di mettere su un portale con tante informazioni mettendo a disposizione la nostra esperienza.

Ho allevato e riprodotto tantissime specie di fauna dai ciclidi ai poecilidi,ultimamente la mia attenzione è rivolta agli anabantidi nello specie betta splendens ,allevo anche varie specie di caridine e gli immancabili scalari.

Ho una particolare attrazione per le piante coltivando anche delle essenze rare con splendidi risultati.
Le mie ottime conquiste e risultati sono frutto di prove,letture e anche dell’aiuto di altri amici che hanno condiviso con me le proprie esperienze cosa che io da tempo ho deciso di fare con chi ne ha bisogno…….

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