Marco Ferrara

Le Microalghe

Le microalghe destano l’interesse di numerosi gruppi di ricerca, poiché presentano una serie di prerogative molto interessanti anche se tutt’oggi nel nostro paese ancora non si ha uno sfruttamento adeguato del loro potenziale, nonostante diversi decenni di ricerca e sviluppo e la relativa pubblicazione di migliaia di lavori scientifici.

Al contrario in molti altri paesi occidentali e non il loro utilizzo è molto diversificato e sempre più investitori tendono a guardare di buon’occhio le loro molteplici proprietà e funzionalità che spaziano dall’alimentazione animale (d’allevamento o da compagnia), all’alimentazione umana, alla nutraceutica, alla cosmetica e ora anche nel settore delle bioenergie.

Fra i principali vantaggi vengono annoverati:

  • la velocità di crescita molto elevata;
  • la capacità di prosperare in acque ricche di nutrienti, e quindi di contribuire a processi di depurazione di acque reflue;
  • la proprietà di assorbire CO2 insufflata nel mezzo di coltura e di trasformarla in materia organica;
  • la possibilità di crescita anche in climi caldi e in acqua salata, senza intaccare le risorse di acqua dolce nelle zone dove queste sono limitate;
  • la possibilità di essere coltivate in aree marginali senza sottrarre superfici alle colture agricole a fini alimentari o ad altre attività economiche già insediate nel territorio;
  • la produzione di una biomassa omogenea, non suddivisa in componenti con caratteristiche differenti, come per le piante terrestri (semi, frutti, foglie, fusto, radici).

 

Dal punto di vista alimentare invece, i vantaggi di un loro utilizzo sono riassunti nella tabella sottostante:

MATERIALE PROTEINE CARBOIDRATI LIPIDI
Carne 35 38 1
Lievito per pane 43 1 34
Latte 26 38 28
Riso 8 77 2
Soia 37 30 20
Chlorella vulgaris 51-58 12-17 14-22
Dunaliella salina 57 32 6
Spirulina maxima 28-38 40-57 9-14
Scenedesmus obliquus 50-56 10-17 12-14
Aphanizomenon flosaquae 60-71 13-16 6-7
Porphyridium cruentum 63 15 11
Nannochloropsis sp 62 23 4-7
Synecochoccus sp. 39 7.8 18

I contenuti sono espressi in percentuale sul peso secco. Fonte dati: Spolaore P. et al., 2006; Becker et al., 1994

 

Di particolare importanza è poi l’apporto di grassi Omega -3 particolarmente abbondanti nelle Nannochloropsis e di grande interesse nutraceutico-alimentare.

 

Nannochloropsis Tetraselmis Porphyridium Chaetoceros
Calorie 48.4 48.2 46.1 45.5
Vitamina C 0.85% 0.25% 0.52% 0.4%
Clorofilla A 0.89% 1.42% 1.02% 0.98%
Proteine 52.11% 54.66% 48.95% 40.69%
Carboidrati 12.32% 18.31% 23.76% 24.15%
Grassi HUFA 27.64% 14.27% 19.25% 17.07%
EPA Omega-3 25% 9.3% 11.6% 2.5%
ARA Omega-6 5.26% 0.40% 2.44% 0.52%
DHA Omega-3 nc nc 5.6% 6.20%

Come si evince dalle tabelle soprastanti le Nannochloropsis sp. presentano la percentuale lipidica maggiore, tale percentuale può essere migliorata andando ad agire sulla componente azotata durante la preparazione del terreno di coltura, in oltre sono ricche di omega-3 ed omega-6 . L’elevato contenuto lipidico la rende particolarmente utilizzabile nella produzione di Biodiesel.

 

 

UTILIZZO IN ACQUARIO

Dagli acquariofili  vengono utilizzate soprattutto le Nannochloropsis sp. perché cibo fondamentale nell’alimentazione di organismi filtratori quali coralli e fasi larvali planctoniche di molluschi, pesci e crostacei nonché cibo principale nell’alimentazione dei rotiferi. Per l’alimentazione di bivalvi adulti sono invece molto apprezzate le T. Iso (dal colore marroncino) e le Tetraselmis sp. (verde smeraldo) che hanno dimensioni maggiori ed una miglior consistenza.  Da non trascurare poi le Diatomee, indicate soprattutto per quelle fasi larvali che comportano la formazione del guscio in molluschi e crostacei.

 

COLTIVAZIONE

Tutto il processo parte dalla Sala Ceppi dove a partire da inoculi di ceppi puri di diverse specie di alghe si avviano i cosiddetti Starter, beute da 600 ml nelle quali in circa 1 settimana/10 giorni l’inoculo raggiunge concentrazioni tali da poter essere ripartito in 3 nuove beute moltiplicando così i volumi.

 

 

I ceppi vengono conservati in un apposito incubatore con una precisa temperatura e stabilizzati con una soluzione tampone (TRIS), mentre nelle beute da 600 ml acqua sterilizzata ed arricchita da apposito terreno di coltura (Walne, F/2 ecc) in base alla specie coltivata più vitamine del gruppo B non prodotte dai vegetali, viene inoculato una piccola quantità di tali ceppi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La beuta con acqua filtrata ed arricchita col terreno di coltura viene poi resterilizzata nuovamente in una cappa a raggi ultravioletti al fine di eliminare anche eventuali contaminazioni dovute alle manipolazioni precedentemente elencate

 

Successivamente alla sterilizzazione sotto cappa, si procede con l’inoculo del ceppo

Viene collegata così la beuta/ starter al sistema di illuminazione ed aerazione con insufflaggio di CO2 necessaria alle cellule vegetali per effettuare la fotosintesi in presenza di luce fornita in questo caso da lampade Neon o Led.

Dagli starter si avvia un vero e proprio processo di Scale-up industriale, passando a volumi sempre maggiori

Ampolle da due litri, per poi passare ad ampolle da 6 o 8 litri e infine arrivare ai Fotobioreattori dove si raggiungono i volumi maggiori.

Da questi microscopici organismi si possono ottenere moltissimi prodotti; infatti oltre ad essere un alimento fondamentale per la dieta di moltissimi animali marini quali coralli, molluschi, zooplancton e larve di crostacei e pesci, sono anche utilizzabili per la nutrizione umana, in quanto fonte di omega-3, vitamine, proteine, antiossidanti ed altro ancora.

 

Se ne può addirittura ottenere un Hamburger vegano, per fornire una dieta ricca di proteine e omega-3 vegetali anche a chi non mangia carne.

Ma non è affatto tutto, infatti da esse si può anche ottenere una crema da utilizzare nella cosmetica.

 

Materiale fornito da RisorsaVitae
Presidente:
Dott. Marco Pasquale Simoniello
biologo marino

 

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Marco Ferrara

Dal lontano 1978 coltivo la passione per l’acquariofilia e dal 2005 insieme a degli amici abbiamo deciso di mettere su un portale con tante informazioni mettendo a disposizione la nostra esperienza.

Ho allevato e riprodotto tantissime specie di fauna dai ciclidi ai poecilidi,ultimamente la mia attenzione è rivolta agli anabantidi nello specie betta splendens ,allevo anche varie specie di caridine e gli immancabili scalari.

Ho una particolare attrazione per le piante coltivando anche delle essenze rare con splendidi risultati.
Le mie ottime conquiste e risultati sono frutto di prove,letture e anche dell’aiuto di altri amici che hanno condiviso con me le proprie esperienze cosa che io da tempo ho deciso di fare con chi ne ha bisogno…….

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