Marco Ferrara

Colonnare

Colonnare , con questo termine si racchiude una malattia molto pericolosa e contagiosa che spesso colpisce i nostri amati pinnuti , questa malattia può facilmente essere confusa con altre e quindi curata nel modo sbagliato. Questo è dovuto principalmente al fatto che i sintomi sono molto simili a quelli di altre malattie , il sintomo predominante è lo sbiadimento della cute.

Questa malattia è dovuta al batterio Flexibacter columnaris che è un batterio privo di flagelli cioe’ di appendici lunghe che hanno una funzione motoria utilizzate dal batterico per spostarsi.. Il nome della malattia prende dalla disposizione dei batteri sul muco del pesce infatti al microscopio risultano tutti incolonnati tra loro da questo deriva “colonnare” .

Come ho già descritto in precedenza è una malattia che attacca principalmente i poecilidi e se non presa in tempo puo’ arrivare a debellare intere colonie, a volte l’esemplare può continuare a vivere per molti mesi ma nella gran parte dei casi nel giro di pochi giorni la malattia ne prenderà il sopravvento portandolo alla morte.Principalmente si consiglia di curare molto la parte energetica del pesce somministrando mangimi ricchi di fibre e vitamine che portano a rafforzare le difese immunitarie non esponendolo ad attacchi batterici o altro, si ricorda che lo stress favorisce un calo immunitario.

La malattia è facilmente riconoscibile da :

  • zone o macchie biancastre che persistono nel tempo ,generalmente di forma ovale e localizzate il più delle volte sul dorso e/o sulla bocca,
  • le pinne ,in genere la caudale avrà una forte corrosione arrivando persino a scoprire i raggi interamente fino all’attaccatura con evidenti segni di necrosi,
  • opercoli chiusi e stato di nervosismo.
  • quantità eccessiva di muco che diventando spesso e coprendo tutto il corpo non permette un buono scambio osmotico e di ossigenazione cellulare anche a livello branchiale,ne consegue una respirazione accelerata,
  • presenza di ferite che danno luogo a ulcere.

Molto grave è quando il batterio colpisce principalmente le branchie dove forma delle vere e proprie zone biancastre compromettendone la loro funzionalità e quindi lo scambio gassoso per la sopravvivenza dell’animale,questo ne provoca un respiro affannoso e accelerato per carenza di ossigeno che lentamente lo porta verso la morte.

Molto impontante è NON ALZARE la temperatura perchè favoriremo il diffondersi della malattia in quanto il batterio si riprodurrà in modo piu’ rapido.

Le causa scatenanti possono essere svariate ma accumunate dalle condizioni di allevamento o gestione della vasca , pulizia,sovraffollamento ecc ecc che ne causano contenuti elevati di ammoniaca con scarso ossigeno.Si consiglia quindi di attenzionare ogni aspetto durante l’allevamento della fauna che va dal rispetto dei valori chimicofisici dell’acqua alle esigenze della specie allevata passando per l’alimentazione ,questo evita di dover lottare contro problemi a volte molto difficili da debellare.

 

Per quanto riguarda la cura si sono avuti ottimi risultati con i seguenti medicinali:

  • Acriflavina molti prodotti che contengopno l’acriflavina sono fuori commercio(per esempio FMC ), se riusciamo a reperire somministrare 1gr/litro attenendosi al bugiardino.
  • Nitrofurantoina nella quantità di 0,5 grammi ogni 30 litri ,ogni 3gg fare un cambio del 30% ridosando , al nono giorno cambio e filtrare con carbone attivo e tenere sotto controllo un altra settimana prima di immetterlo in vasca
  • Ciprofloxacina  Principio attivo del Ciproxin 500 reperibile in farmacia, somministrare 1cp ogni 50 litri e ogni 2gg fare un cambio del 30% ridosando il medicinale , all’ottavo giorno cambio del 50% e filtrare con carboni attivi,tenere sotto controllo per un altra settimana prima di inserire in vasca
  • Baktopur (prodotto sera) , attenendosi al bugiardino
  • Furanol (prodotto JBL), attenendosi al bugiardino
  • Neomicina contenuta nella compresse di streptosil somministrare 2g ogni 50 litri per 5gg , dopodicchè cambio del 50% e filtrare con carbone attivo , tenere sotto controllo per un altra settimana prima di inserire in vasca

In genere al trattamento vero e proprio viene associato un antimicotico tipo il dressamor , Mycopur o fungistop e anche somministrare cibo medicato cioe’ inzuppando il cibo in soluzione con il Fenossietolo (10gr/litro).

 

Ovviamente come detto in precedenza non agire tramite termoterapia ma mantenere la normale temperatura di allevamento, mantenere l’esemplarei primi 3gg digiuno , luci normalmente accese e sopratutto effettuare la cura in vasca separata per evitare di debilitare la flora batterica della vasca principale andando incontro ad altri problemi più seri.

 

 

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Marco Ferrara

Dal lontano 1978 coltivo la passione per l’acquariofilia e dal 2005 insieme a degli amici abbiamo deciso di mettere su un portale con tante informazioni mettendo a disposizione la nostra esperienza.

Ho allevato e riprodotto tantissime specie di fauna dai ciclidi ai poecilidi,ultimamente la mia attenzione è rivolta agli anabantidi nello specie betta splendens ,allevo anche varie specie di caridine e gli immancabili scalari.

Ho una particolare attrazione per le piante coltivando anche delle essenze rare con splendidi risultati.
Le mie ottime conquiste e risultati sono frutto di prove,letture e anche dell’aiuto di altri amici che hanno condiviso con me le proprie esperienze cosa che io da tempo ho deciso di fare con chi ne ha bisogno…….

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