Marco Ferrara

Bloat la malattia

Bloat  cosi’ è chiamata una malattia che colpisce principalmente i ciclidi africani,si tratta di una malattia molto difficile da curare ma che se presa in tempo ha margini di guarimento abbastanza alti,come ho spiegato in precedenza i ciclidi particolarmente colpiti sono quelli africani per via della conformazione particolare del loro stomaco che si presenta con una dalla forma allungata e quindi non proprio adatto alla digestione di sostanze proteiche scarse di fibre infatti ne sono piu’ colpiti le specie vegetariane.

il termine Bloat” è un termine inglese che deriva da Gonfiore” infatti i pesci che ne sono affetti presentano un gonfiore a livello addominale abbastanza rilevante che ne evidenzia la presenza della malattia e che in questa fase cioe’ a gonfiore molto pronunciato diventa quasi impossibile risolvere.

Ciò è dovuto a microrganismi saprofiti, che normalmente vivono nell’intestino in simbiosi con la flora batterica intestinale, nel momento in cui le difese immunitarie del pesce diminuiscono, prendono il sovravvento moltiplicandosi a dismisura ed infiammando l’intestino.Se la situazione non viene nell’immediato trattata, si ha un blocco intestinale nel pesce che provoca un enorme gonfiore denominato BLOAT.

I sintomi si possono suddividere principalmente in due fasi: iniziale ed avanzata.
Questo perchè in questi due stadi si presentano sintomi diversi facilmente riconoscibili che richiedono due tipi di interventi diversi e mirati.

– Nei sintomi iniziali notiamo che il pesce tenta di alimentarsi, ma dopo aver brevemente trattenuto il cibo in bocca lo sputa , respirazione accellerata, opacizzazione o sbiadimento della livrea, nuoto a dondolio, isolamento, feci trasparenti e sottili che sporgono dall’orifizio anale.

– Nei sintomi della fase avanzata notiamo rigonfiamento del ventre (BLOAT), apatia, isolamento, inappetenza, respirazione difficoltosa, branchie arrossate.

 

 

 

Le cause

possono essere svariate e diverse e possono andare dalla mancanza di nascondigli che ne favorisce quindi le lotte tra le varie specie provocando stress,valori acqua inadeguati o addirittura alimentazione scorretta o inadeguata alle varie specie allevate.

 

La Cura

Ovviamente le due fasi di cura della malattia presentano due interventi diversi ,nella prima fase diciamo che la cura risulta meno invasiva della seconda infatti basta utilizzare un medicinale che abbia come principio attivo il Metronidazolo,in questo caso il Flagyl farà al nostro caso.

Sciogliere una compressa in 20 litri di acqua e fare dei cambi giornalieri dell’ordine del 20% rabboccando altra soluzione con flagyl,dopo 5gg effettuare un cambio del 50% rabboccando acqua pulita.

le condizioni da mantenere durante la cura sono :

  • Luce spenta
  • Temperatura 25 gradi

Al 6° giorno iniziare ad alimentare il pesce con mangime arricchito di succo di aglio fino al 15° giorno dall’inizio dell’isolamento

al 16°,17° e 18° giorno  ripetere la cura con il flagyl

al 19° giorno riposo e al 20° giorno rimettere in vasca.

Questa cura indicata sopra diciamo che il più delle volte se il pesce è preso in tempo dovrebbe risolvere il problema ma se purtroppo si arriva in condizioni molto avanzate della malattia si puo’ agire in un modo piu’ invasivo ,descritto di seguito, ma che bisogna eseguire nel modo più accurato e attento possibile .

– Sciogliere mezza compressa di flagyl in 80ml di acqua , mediante una pompetta o siringa senza ago somministrare (in modo molto leggero) direttamente in bocca al pesce ,effettuare questo procedimento per 3 giorni una volta al giorno.Ovviamente questo metodo è un po’ piu’ invasivo perchè immettiamo una dose di  Metronidazolo direttamente nell’intestino del pesce andando ad agire direttamente nella zona interessata.

 

 

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Marco Ferrara

Dal lontano 1978 coltivo la passione per l’acquariofilia e dal 2005 insieme a degli amici abbiamo deciso di mettere su un portale con tante informazioni mettendo a disposizione la nostra esperienza.

Ho allevato e riprodotto tantissime specie di fauna dai ciclidi ai poecilidi,ultimamente la mia attenzione è rivolta agli anabantidi nello specie betta splendens ,allevo anche varie specie di caridine e gli immancabili scalari.

Ho una particolare attrazione per le piante coltivando anche delle essenze rare con splendidi risultati.
Le mie ottime conquiste e risultati sono frutto di prove,letture e anche dell’aiuto di altri amici che hanno condiviso con me le proprie esperienze cosa che io da tempo ho deciso di fare con chi ne ha bisogno…….

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