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 Ammania gracilis coltivazione emersa e sommersa

Coltivazione piante emerse

 

 

 AMMANIA GRACILIS



Quando comprai per la prima volta questa famosa specie di pianta rimasi subito colpito dal suo bellissimo e imponente portamento nonché dal suo colore rosso acceso. Appena messa in vasca però dopo pochi giorni la pianta divento verde e poi mori, questo perché ero un acquariofilo alle prime armi e non avevo le conoscenze giuste per mantenerla correttamente in vasca. Ora sono passati anni da quella prima volta e fortunatamente grazie a tanti amici e appassionati come me le mie conoscenze sono aumentate permettendomi di avere dei piccoli successi personali in questo hobby che è l’acquariofilia, ma soprattutto sulla parte che mi affascina di più ed è quella che riguarda la coltivazione delle pianta d’acquario a 360°.

In questo breve articolo cercherò di informare il lettore su tutte le possibili sfaccettature di questa bellissima pianta rossa, tratteremo entrambi i tipi di coltivazione : emersione e sommersione sperando di aiutare cosi tutti coloro che hanno intenzione di coltivarla a comprendere meglio la metodologia adatta ottenendo cosi buoni risultati di crescita e colore.

CARATTERISTICHE GENERALI

L’Ammania Gracilis appartiene alla famiglia delle Lythraceae ed è inserita nel genere Ammannia e proviene dalle regioni dell’ Africa dell’ Ovest. Essendo una pianta di origine palustre in natura cresce nella maggior parte del tempo in forma emersa per trasformarsi poi nella sua forma sommersa durante i periodi dell’anno in cui il livello dell’acqua della sua zona di origine sale. Chiaramente cosi come molte altre specie di piante che noi acquariofili inseriamo nelle nostre vasche la vita completamente sommersa non è che una fase possibile in cui la pianta si adatta e sopravvive bene, ma che non permette alla pianta di espletare tutte le sue funzioni vitali in maniera corretta. La perenne sommersione di questa essenza infatti non permette di ammirare la sua fioritura che avviene solamente se emersa, mentre la sua riproduzione avviene comunque per gemmazione laterale di nuovi germogli dal fusto madre. Proprio per questo l’ammannia gracilis però anche in vasca ha una spiccata tendenza ad emergere dal pelo dell’acqua, cosa che avviene puntualmente se non la si pota e si ha una vasca aperta.La letteratura in genere riporta che questa pianta ha una crescita veloce anche se per mia esperienza personale posso assicurare che essa non è poi cosi rapida come molte altre specie inserite nella stessa categoria, cresce infatti piu lentamente rispetto a piante come Egeria Densa, Vallisneria sp. ,Rotala sp. , etc.

Essendo una pianta africana sopporta bene le alte temperature e pertanto il suo range di coltivazione sia emerso che sommerso è compreso tra i 18 e i 30 gradi centigradi.

COLTIVAZIONE SOMMERSA

La coltivazione in sommersione è sicuramente la più appariscente poiché se si prestano le giuste attenzioni alla coltivazione la pianta assume un rosso decisamente intenso, motivo per cui l’Ammannia Gracilis è da anni apprezzata e utilizzata nei più svariati allestimenti. In acquario risulta meglio sfruttata e utilizzata come pianta di fondo o angolo vasca per dare contrasto con la sua colorazione rossa accesa in mezzo alle specie da fondo verdi chiaro e scuro. E’ una pianta abbastanza imponente che arriva ad avere un diametro tra le due foglie di circa 5-7 cm di aspetto equilibrato poiché le foglie crescono in maniera alternata le une rispetto a quelle superiori e inferiori. La sua potatura è molto semplice, basta infatti recidere all’altezza desiderata il fusto e ripiantarlo in vasca. Il fusto mozzato se lasciato non morirà, ma emetterà getti laterali e riprenderà normalmente a crescere dopo pochi giorni.

Coltivarla normalmente non presenta quindi grosse difficoltà ma le sue foglie rimarranno verdi oppure marroncino scuro infatti la pianta si adatta bene a diversi valori dell’acqua che le permettono di crescere, ma non di esprimere quella colorazione di un rosso stupendo che la contraddistingue dalle altre specie acquatiche. Proprio per questo non tratterò la normale coltivazione ma la sua coltivazione ad hoc.

Per coltivare questa specie nella maniera corretta occorrono diversi parametri che prenderemo in considerazione singolarmente uno ad uno : fondo, luce, fertilizzazione.

FONDO

Il fondo o meglio il substrato di coltivazione è molto importante per il corretto sviluppo delle piante acquatiche e in particolar modo per l’Ammannia Gracilis che sviluppa un imponente apparato radicale traendo molti nutrienti fondamentali dal substrato. Questo ci obbliga ad utilizzare un buon fondo fertilizzato possibilmente anche acido o leggermente acido con un PH del terreno compreso tra 6 e 6,5 e che abbia una elevata C.E.C (Cation Exchange Capacity) a questo scopo si adattano quindi molto bene tutte le terre allofane commercializzate dalle più blasonate marche. Anche un substrato molto spigoloso e poroso come argille e lapilli inerti, che consentiranno cosi un ottimo sviluppo radicale vanno bene purché poi vengano inserite costantemente delle ottime tabs o pasticche fertilizzanti da fondo, in questo caso consiglio solo tabs davvero complete sia di microelementi che macroelementi da mettere 1 volta ogni due mesi direttamente sotto le piante e una volta ogni 3 mesi tabs a base di ferro chelato a rilascio controllato. Un fondo cosi strutturato ci permetterà quindi minori problemi in futuro per le eventuali carenze che saranno sopperite tramite il rilascio a livello radicale.

LUCE

La luce è un ulteriore punto chiave per un corretto sviluppo di tutte le piante, ma soprattutto per mettere le piante in condizioni tali da poter assorbire nel migliore dei modi gli elementi nutrienti presenti in vasca e di poter cosi compiere la fotosintesi clorofilliana in maniera completa. E’ chiaro che maggiore è la luce migliori saranno i risultati ottenuti. Tuttavia quantità troppo elevate possono portare ,se la gestione della vasca non è ottimale, a problemi di alghe, pertanto personalmente consiglio per la coltivazione delle piante esigenti tra cui l’Ammannia Gracilis un rapporto di w/l compreso tra 0,6 e 0,9, con maggiori e migliori risultati sul valore più alto. Valori ancora più alti vengono maggiormente graditi dalla pianta ma solo se l’attenzione dell’acquariofilo nella gestione della vasca è davvero meticolosa. Questo perché oltre alle possibili proliferazioni algali, maggiori quantitativi di luce stimolano maggiormente la fotosintesi e quindi aumentano il consumo dei nutrienti che dovranno quindI sempre essere reintegrati costantemente e con precisione.

FERTILIZZAZIONE

La fertilizzazione è realmente essenziale per un corretto sviluppo di tutte le piante, permette infatti di apportare tutte quelle sostanze nutritive utili per un corretto sviluppo sia delle radici che dell’apparato foliare. Per quanto riguarda la fertilizzazione radicale l’argomento è già stato trattato nei paragrafi precedenti (fondo) mentre qui tratteremo la fertilizzazione liquida o in colonna che dir si voglia. Nonostante l’ammannia presenti un apparato radicale molto esteso, per ottenere esemplari colorati e in salute occorre necessariamente la somministrazione di elementi anche in acqua libera, ma quali e quanti ? Diciamo che per ottenere esemplari di un bel rosso non occorre almeno per questa specie avere una concentrazione di ferro elevatissima , ma questo elemento deve comunque essere somministrato in modo tale da avere concentrazioni comprese tra 0,05 e 0,1 mg/l concentrazioni maggiori risulteranno necessari qualora l’illuminazione sia particolarmente intensa in questi casi consiglio un concentrazioni leggermente superiori. Un altro elemento importante per una crescita rigogliosa e più veloce è la co2 la pianta si sviluppa anche in assenza di una somministrazione costante, ma valori di co2 costanti compresi tra 25 e 30 ppm rendono la crescita più rapida, fusti più spessi e dimensioni totali in diametro della Ammannia Gracilis nettamente maggiori. A questo punto vorrei ricordare che misurare la co2 in bolle al minuto non ci da nessuna indicazione sulla reale quantità che stiamo immettendo in vasca , ma al contrario la co2 va necessariamente confrontata con PH e KH per determinarne la giusta quantità. Per fare questo esistono delle apposite tabelle come quelle riportate qui di seguito. Il semplice confronto tra KH e PH ci dirà se nella nostra vasca la quantità di co2 che stiamo somministrando sarà o no sufficiente semplicemente controllando che l’incrocio tra i due valori cada all’interno dell’azzurro chiaro e non del bianco (troppo poca) ne del blu più scuro (troppa).

Altri elementi liquidi che dovremmo somministrare sono i nitrati : NO3 , Fosfati PO4. I nitrati sono di solito cosi come i fosfati sempre presenti nelle nostre vasche a meno che il rapporto pesci + cibo/ Massa vegetale presente non sia nettamente a favore di quest’ultima o i pesci siano completamente assenti. In ogni caso prima di somministrare questi due elementi occorre controllare sempre le concentrazioni presenti in vasca gli no3 sono la chiave di volta di questa bellissima pianta e devono essere sempre presenti altrimenti le foglie passano molto velocemente (ore) da un rosso intenso a uno meno intenso e poi al marrone / verde, dovranno pertanto essere sempre e costantemente compresi tra 10 e 15 mg/l. valori massimi di 20 mg/l sono ancora ottimi per la crescita, mentre valori superiori necessitano di un cambio d’acqua per diluire e eliminarne una parte presente in vasca. Pertanto il controllo di questo elemento ci permette comunque un buon margine di operatività , ma va tenuto sotto controllo perché valori maggiori in vasche high tech (tanta luce ,fondo fertilizzato, fertilizzazione in colonna,co2 costante)come quelle che stiamo trattando possono velocemente portare alla comparsa di alghe filamentose. Passando ai fosfati anche questi di solito sono presenti e io sconsiglio di dosarli in vasca a meno che non si abbiano concentrazioni pari a 0 mg/l, questo è in fatti un elemento a doppio taglio ha il grosso svantaggio di depositarsi a fondo e quindi di rendere difficile la sua reale misurazione, inoltre elevate quantità portano rapidamente alghe in vasca se tutto non è ben controllato e mantenuto nelle giuste proporzioni. Nel caso in cui nella vostra vasca avete la necessità di dosare i fosfati , per esperienza personale, consiglio concentrazioni massime di 0,05 - 1 mg/l. in queste condizioni l’Ammannia Gracilis acquisterà un rosso davvero spettacolare tendente a viola !

Rimangono ora da trattare gli altri elementi : micronutrienti. Fanno parte di questi potassio, boro , molibdeno, manganese, zinco ,rame e tutti quei piccoli ioni e cationi che servono in piccole tracce alle notre piante per svolgere le loro reazioni biosintetiche. Spesso in condizioni come quelle che stiamo prendendo in considerazioni le piccole quantità integrate con l’acqua di rubinetto non bastano per assicurare un corretto sviluppo, pertanto anche se in piccole dosi questi elementi vanno reintegrati mediante un buon composto che li contenga nelle giuste quantità. In alternativa il rischio che si corre è quello di avere carenze di anche uno solo di questi elementi traccia che porteranno ad un rallentato o modificato sviluppo della pianta oppure ad una non corretta colorazione non per le situazioni prima descritte,ma per l’impossibilità di mobilitare all’interno delle foglie, delle radici e del fusto tutti quegli elementi prima descritti. Fortunatamente molte marche vecchie e nuove ci vengono incontro con prodotti appositi che andranno dosati come da protocollo e a volte , anzi spesso anche in dosi leggermente superiori.Ricapitolando quanto fin qui da me espresso per la fertilizzazione relativa a questa bellissima pianta , anche se poi può essere leggermente modificata e utilizzata per quasi tutte le specie acquatiche che noi ospitiamo nelle nostre vasche, vuole solo essere una sorta di vademecum su cui l’acquariofilo può confrontarsi per cercare di ottenere i risultati desiderati.Chiaramente poi, non mi stancherò mai di asserirlo,ogni vasca ha un proprio equilibrio e pertanto gli stessi risultati saranno ottenuti con piccole variazioni dipendenti da questo, sta poi a noi saper capire dove e cosa inserire al momento giusto per aiutare gli esseri viventi che alleviamo ,coltiviamo e riproduciamo nelle nostre vasche.

COLTIVAZIONE EMERSA

In questa seconda parte dell’articolo cercherò di descrivere il metodo per la coltivazione in fase emersa che per esperienza personale mi ha dato i migliori risultati.
La prima cosa da fare è quella di ottenere degli steli emersi dalle nostre piante sommerse, per fare questo bisogna necessariamente avere una vasca aperta e lasciar crescere i nostri steli di ammannia sommersi fino al pelo dell’acqua, successivamente questi incominceranno ad emettere piccoli fusti e foglie emerse che non andranno recisi fino a che la pianta non abbia sviluppato circa 10 cm di stelo emerso. In contemporanea la pianta emetterà subito sotto il pelo dell’acqua radici aeree  che chiaramente non andranno tolte. E’ infatti proprio in quel punto che dobbiamo recidere lo stelo facendo in modo che nei giorni seguenti 7-10 giorni la pianta possa accrescere rapidamente un buon apparato radicale essenziale per la riuscita del trapianto. In alternativa se conoscete qualcuno che gia coltiva piante d’acquario in emersione potete accelerare questo processo prendendo una paio di steli già emersi che andranno comunque poi fatti radicare per 7-10 giorni, ma risparmierete tutto il tempo che occorre per farla emergere che varia a seconda della colonna d’acqua da 1 mese a 1,5 mesi .
Premetto che per la coltivazione di questa pianta non ho provato molti substrati trovandomi praticamente bene fin da subito con la configurazione che descriverò di seguito. Nonostante questo ulteriori prove di coltivazione sono state da me fatte con i seguenti terreni : Torba, Lapillo, Terriccio universale. Nessuno di questi, neanche combinandoli tra loro mi ha dato buoni risultati nel tempo per la coltivazione emersa della Ammannia Gracilis.
Per coltivare questa specie ho dunque optato per un mix di terreno composto da 90% di Akadama Hard Quality e 10 % di torba addizionata con guano. Il tutto è stato ulteriormente addizionato con osmocote mettendo mezzo cubetto (circa 5-8 gr) direttamente sotto le radici della pianta. Quanto all’ulteriore fertilizzazione, la fase emersa risulta molto meno complicata. Infatti l’osmocote garantisce un apporto di sostanze nutritive e un tempo variabile tra i 4 e i 6 mesi. Personalmente fertilizzo anche a settimane alterne con un prodotto liquido da diluire in acqua di innaffiamento a base di ferro e microelementi con piccole aggiunte di macro elementi e la settimana seguente con un prodotto per radici (sempre da diluire in acqua di innaffiamento in rapporto N-P-K di 20-20-20). L’akadama svolge un importante ruolo infatti anche emersa l’Ammannia possiede un enorme apparato radicale e pertanto lo sviluppo delle radici è particolarmente importante. Questo tipo di terra risulta essere debolmente acido e in gradi grazie alla sua elevata C.E.C di trattenere a lungo i fertilizzanti inseriti da noi garantendo anche in fase di una eventuale nostra assenza un giusto rapporto di nutrienti. E’ chiaramente importante mantenere il vaso sempre umido, ma non stagnante e per questo l’akadama risulta essere ottima poiché essendo in granuli permette un giusto drenaggio del terreno e una giusta areazione. L’aggiunta al composto del 10% di torba in granuli o di altro tipo acidifica ancora di più il composto rendendolo più adatto alla crescita di questa specie e integrando quella parte di composti organici assenti nell’akadama. Per mantenere la pianta in ottima salute occorre una temperatura costante nel luogo di coltivazione compresa tra i 18 e i 30 (parliamo di temperatura ambiente) gradi, temperature più basse rallentano la piante e temperature inferiori ai 15 gradi la mandano rapidamente in stasi vegetativa, di conseguenza la pianta smette di crescere e se la temperatura non risale nel giro di 15-25 giorni tende a deperire rapidamente. Temperature più alte invece di 30 gradi ci costringono ad avere una umidita molto elevata circa il 85-90% altrimenti le foglie tendono a raggrinzirsi e a morire. Quanto all’umidità questa andrebbe sempre e comunque mantenuta intorno al 40% d’inverno e 60-70% + d’estate. In estate è anche possibile gradualmente ambientare la pianta all’esterno facendo in modo che L’umidità relativa si abbassi gradualmente fino a valori identici a quelli esterni. Una volta spostata in esterno non va messa in piena luce ma a luce indiretta per la maggior parte del tempo o meglio ancora facendo in modo che abbia un paio di ore di luce diretta la mattina presto. Quando coltivata in emersione la pianta assume un aspetto diverso, lo stelo si colora di un rosso acceso mentre le foglie presentano una morfologia diversa e di colore verde scuro – marroncino. Si potrà anche assistere alla sua fioritura che avviene con l’emissione di piccoli ‘’canestrelli’’ tra un internodo e l’altro che si aprono e si chiudono seguendo il ritmo circadiano. I piccoli fiori si presentano di un colore viola acceso aventi quattro petali e pistilli piccoli centrali di colore nero.
Le foto sotto riportate sono foto delle miei piante emerse in fase di  fioritura

 

FIORI CHIUSI

 

 

 

FIORI APERTI

Per quanto riguarda la sua moltiplicazione invece essa avvera’  autonomamente tramite la nascita di nuove plantule dal terreno per gemmazione dallo stelo centrale. La pianta alla fine assumerà pertanto la forma di un piccolo arbusto abbastanza compatto per poi prostrarsi verso il terreno una volta raggiunta la lunghezza di 25-30 cm di stelo. E chiaramente possibile tagliare gli steli e reimmergerli in qualunque momento e nel giro di 15 giorni gli steli emersi si ambienteranno alla vita sommersa. E inoltre possibile tagliare gli steli emersi e metterli a radicare per circa una settimana per poi ripiantarli una volta che hanno un discreto apparato radicale aumentando cosi i vasi in coltivazione emersa. Credo che sia anche possibile impollinare la pianta e avere cosi semi , ma su questo non ho esperienze in merito in quanto non ho mai provato questa soluzione.
Spero di avervi tolto molti dei dubbi possibili sulla coltivazione di questa specie sotto tutte le sue forme e che la lettura di questo articolo sia stata interessante e piacevole o meglio ancora di essere riuscito a trasmettere una piccola parte della mia passione a tutti voi. Molte cose sono ancora da chiarire e da approfondire sempre poiché purtroppo ancora poche persone coltivano le nostre classiche o rare piante d’acquario in fase emersa e spesso chi lo fa non divulga il suo sapere rendendo questa passione una ricerca costante di informazione in tutte le lingue e prendendo spesso spunto da ulteriori tipologie di coltivazione come l’idroponica, giardinaggio, etc. adattandole poi alle nostre esigenze spesso senza successo. Quando poi arrivano piccoli successi come la nascita di un fiore in tutta la sua bellezza allora vuol dire che il nostro impegno è stato premiato.

 

Guida redatta da Giovanni Annoni
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